Chirurgia Ricostruttiva Genitale

Portare tessuto sano dove il tessuto è stato perso: uretra, corpi cavernosi, vie urinarie e seminali, fistole, continenza.

La chirurgia ricostruttiva urogenitale si occupa di quello che manca o non funziona più: un’uretra ridotta a cicatrice, un’albuginea retratta che piega il pene, una vescica da sostituire dopo cistectomia, vie seminali interrotte, una fistola che mette in comunicazione due organi che devono restare separati. Il principio operativo è sempre lo stesso: portare tessuto sano dove il tessuto è stato perso, e farlo con il materiale che resiste meglio in quella sede.

Questa impostazione nasce da collaborazioni dirette: con il St Peter’s Hospital di Londra, nella scuola di R. Turner-Warwick, per la chirurgia uretrale, e con l’Allgemeines Krankenhaus Harburg di Amburgo, con F. Schreiter, per le tecniche di trasporto tissutale. Da quel confronto sono derivate le varianti poi messe a punto e pubblicate dal Prof. Austoni per le patologie uretrali, peniene e per il deficit erettile.

Chirurgia dell’uretra

Nelle stenosi brevi e di prima osservazione l’approccio endoscopico resta ragionevole; nelle lesioni estese, recidive o esitate da trauma serve una ricostruzione vera, con innesto di mucosa buccale o lembi cutanei peduncolati. Per le stenosi dell’uretra posteriore complicate da precedenti interventi è stata sviluppata una via perineale prerettale dedicata. Il quadro clinico, gli esami e i risultati sono descritti in stenosi uretrali e uretroplastica e nella scheda tecnica dell’uretroplastica prerettale per stenosi posteriori complicate.

Corpi cavernosi e pene

Sui corpi cavernosi si interviene per curvatura, deficit erettile e malformazione. Le ricostruzioni combinano più tessuti — mucosa buccale, graft safenici, innesti dermici — e, quando la funzione erettile è compromessa in modo stabile, l’impianto protesico. La scelta fra plicatura, incisione con innesto e protesi dipende da curvatura documentata in erezione, lunghezza di partenza ed emodinamica: i criteri sono spiegati in pene curvo e malattia di La Peyronie, mentre allungamento e ingrandimento sono trattati in falloplastica di allungamento e ingrandimento.

Microchirurgia vascolare e delle vie seminali

Nel paziente giovane con deficit erettile post-traumatico o su base arteriosa isolata, la rivascolarizzazione peniena può ripristinare l’apporto ematico invece di sostituirlo con una protesi: la selezione si fa con eco-color-Doppler dinamico, come descritto in chirurgia vascolare del pene. Con la stessa strumentazione si opera sul versante della fertilità: microchirurgia del varicocele e ricostruzione microchirurgica delle vie seminali dopo vasectomia o ostruzione.

Vie urinarie e continenza

Dopo l’asportazione della vescica la ricostruzione decide la qualità di vita successiva: neovescica ortotopica, condotto ileale o ureterocutaneostomia non sono equivalenti e si scelgono in base a funzione renale, uretra residua e autonomia del paziente — vedi ricostruzione delle vie urinarie dopo cistectomia. Sul versante della continenza rientrano qui le riparazioni delle fistole vescico-vaginali e il trattamento chirurgico dell’incontinenza urinaria, dallo sling allo sfintere artificiale.

Chirurgia oncologica con risparmio di funzione

Nel carcinoma della prostata e in quello del pene l’accesso perineale e la chirurgia conservativa permettono, negli stadi iniziali, di mantenere la funzione erettile; nella chirurgia renale e vescicale l’uso del bisturi a ultrasuoni riduce morbilità e tempi operatori. Le indicazioni, stadio per stadio, sono in uro-oncologia: tumori urologici e terapia.

Chirurgia di genere

Il percorso di riassegnazione comprende falloplastica e vaginoplastica e, a distanza, gli interventi di rifinitura funzionale ed estetica. Requisiti, iter autorizzativo e tecniche sono descritti in disturbi di genere e percorso chirurgico.

Riferimenti esterni

Domande frequenti

Di che cosa si occupa la chirurgia ricostruttiva urogenitale?
Di quello che manca o non funziona più: un'uretra ridotta a cicatrice, un'albuginea retratta che piega il pene, una vescica da sostituire dopo cistectomia, vie seminali interrotte, una fistola. Il principio è portare tessuto sano dove il tessuto è stato perso, con il materiale che resiste meglio in quella sede.
Quali tessuti si usano per ricostruire?
Innesti di mucosa buccale, lembi cutanei peduncolati, graft safenici e dermici, impianti protesici e, nelle ricostruzioni vascolari, anastomosi microchirurgiche. La scelta dipende dalla sede e dalla vascolarizzazione del letto ricevente.
Quando serve una ricostruzione invece dell'endoscopia?
Nelle stenosi uretrali brevi e di prima osservazione l'approccio endoscopico resta ragionevole; nelle lesioni estese, recidive o esitate da trauma serve una ricostruzione vera, perché ripetere l'uretrotomia allunga il tratto da ricostruire.