La chirurgia di rivascolarizzazione del pene è stata proposta e si è diffusa verso la fine degli anni ’70: è basata sul razionale di garantire un maggior afflusso di sangue al pene. Oggi trova indicazioni molto più selettive e limitate e questo è dovuto allo sviluppo delle conoscenze di fisiopatologia della funzione erettile.
Fino ai primi anni ’80, infatti, all’origine della disfunzione erettile (o “impotenza coeundi” come veniva allora chiamata) veniva frequentemente riconosciuta una causa vascolare, rappresentata da un insufficiente afflusso di sangue al pene (l’ impotenza arteriosa, che si manifestava con una scarsa rigidità erettile) oppure da una incapacità a trattenere il sangue nel pene stesso (incompetenza o “fuga” venosa, caratterizzata da una erezione di breve durata).
Così, identificata la causa vascolare (arteriosa o venosa), venivano proposti interventi specifici:
- creazione di shunts (comunicazioni dirette) tra una arteria di grande portata ed i corpi cavernosi, indicata per la cura dell’impotenza arteriosa
- arterializzazione della vena dorsale profonda del pene (cioè la congiunzione di un’arteria alla principale vena del pene, per bloccarne il deflusso) per la cura della fuga venosa
By-pass femoro-cavernoso transafena
(primo interevnto eseguito in Italia ClinicaS.Maria Busto Arsizio 1981 dr.Austoni)

BY-PASS EPIGASTRODORSALE ORTOFLUSSO T.T.
(sec.Austoni 1982)




Questi interventi, eseguiti solo in centri specializzati, non si rivelarono privi di complicanze dovute a problemi di ordine emodinamico: nei pazientisottoposti a shunt artero-cavernosi, l’alta pressione continua che si veniva a determinare all’interno dei corpi cavernosi, non più regolata dai fini meccanismi neuro-vascolari, determinava uno stato di continua tumescenza del pene che, oltre a non permettere una efficace erezione, comportava in breve tempo un danno irreversibile al tessuto erettile.

Inoltre evenienza molto frequente era la trombosi dell’anastomosi microchirurgica con conseguente chiusura della stessa. Anche gli interventi di arterializzazione della vena dorsale del pene (VDP), proposti da Virag a Parigi, e diffusisi rapidamente grazie alla relativa semplicità di esecuzione, non si dimostrarono privi di complicanze, rappresentate principalmente dalla ipervascolrizzazione del glande (con rischio di necrosi), conseguenza inevitabile della creazione di un flusso retrogrado “contro-corrente”.
Arterializzazione vena dorsale profonda sec.virag 1-2-3-
SINDROME DA IPERAFFLUSSO GLANDULARE NELL VIRAG 1



Così, alla luce dei risultati tutto sommato poco soddisfacenti raggiunti con queste prime metodiche e delle numerose complicanze che esse comportavano, durante gli anni ’80, le tecniche di rivascolarizzazione del pene si sono orientate, nei casi di insufficienza arteriosa, verso veri e propri By-pass arteriosi, in modo del tutto analogo a quanto realizzato con le arterie coronarie del cuore.
L’arteria epigastrica dell’addome veniva anastomizzata (cioè congiunta con tecnica micro-chirurgica) con le arterie del pene.












Grande popolarità incontrarono le tecniche di by-pass epigastro-dorsale (cioè la congiunzione tra una delle due arterie epigastriche dell’addome ed una delle due arterie dorsali del pene) proposte dal cecoslovacco Michal.
ANASTOMOSI EPIGASTRO DORSALE SEC.AUSTONI-PISANI 1









In quegli anni, l’utilizzo post-operatorio di farmaci antiaggreganti e la scoperta di sostanze vaso-attive che iniettate nel pene determinavano una potente vasodilatazione a livello del tessuto erettile (papaverina, fentolamina), contribuì in misura determinante al successo di quete tecniche.


La scuola di Milano propose in quegli anni una evoluzione tecnica di questa metodica: la “doppia anastomosi epigastro-dorsale, orto- ed anti-flusso”. Questa tecnica consisteva nell’utilizzare entrambe le arterie epigastriche dell’addome, garantendo così una portata ematica maggiore alle arterie peniene.









Doppia anastomosi epigastro dorsale sec.austoni-pisani 2













Riferimenti esterni
- EAU Guidelines on Sexual and Reproductive Health — disfunzione erettile arteriogena e rivascolarizzazione