Nella chirurgia dell’incurvamento penieno la circoncisione è stata per decenni un passaggio dato per scontato. Non perché serva a correggere la curvatura, ma perché l’accesso classico prevede lo scollamento completo della cute del pene fino alla base: il prepuzio scollato tende poi a gonfiarsi, a retrarsi in modo irregolare e a necrotizzare nei casi peggiori, e rimuoverlo è il modo più rapido per evitare il problema. La tecnica senza circoncisione parte dalla domanda opposta: si può arrivare alla placca o al corpo cavernoso senza creare quel problema?
Il prezzo nascosto del degloving completo
Il prepuzio non è tessuto di scarto. Contiene una densità elevata di recettori, partecipa alla meccanica del rapporto e, nei pazienti giovani, la sua perdita viene percepita come un cambiamento permanente della sensibilità. A questo si aggiunge un aspetto pratico spesso sottovalutato: il paziente arriva in sala per correggere una curvatura e si risveglia con due interventi, uno dei quali non aveva chiesto né discusso.
Esiste poi una ragione tecnica. Lo scollamento circonferenziale completo interrompe una parte del drenaggio linfatico superficiale. L’edema che ne deriva è la causa più frequente di un decorso lungo, e un decorso lungo è il terreno su cui maturano le retrazioni cicatriziali.
L’accesso conservativo
L’alternativa è raggiungere il campo attraverso un’incisione mirata sul versante dove si trova il difetto, con scollamento parziale limitato al settore da trattare, lasciando intatto il manicotto prepuziale e i suoi peduncoli vascolari. Il piano di dissezione resta sotto la fascia di Buck solo dove è necessario esporre l’albuginea; il fascio neurovascolare dorsale viene sollevato e protetto come in qualunque corporoplastica, ma su un’estensione minore.
Su questa base si esegue il gesto correttivo che il caso richiede: plicatura sul versante convesso nelle curvature moderate con buona lunghezza di partenza, incisione della placca e innesto quando la curvatura è severa o si accompagna a perdita di lunghezza. La scelta fra i due gesti non cambia in funzione dell’accesso: cambia in funzione del grado di curvatura, della lunghezza residua e della qualità dell’erezione, come descritto in Malattia di La Peyronie: dalla chirurgia radicale alla chirurgia funzionale.
Quando il prepuzio va comunque rimosso
La tecnica conservativa non è un dogma. La circoncisione resta indicata quando esiste già una fimosi serrata, quando il prepuzio è sede di lichen sclerosus o di alterazioni cicatriziali che lo rendono poco affidabile, quando la correzione richiede comunque uno scollamento circonferenziale esteso, e quando il paziente la richiede. In questi casi rimuoverlo è una decisione chirurgica, non una scorciatoia.
Che cosa cambia per il paziente
Conservare il prepuzio sposta tre cose: la sensibilità peniena resta quella di partenza, l’edema post-operatorio è più contenuto e quindi il risultato della correzione si legge prima, e il paziente mantiene l’aspetto che aveva. In cambio richiede un’esposizione più limitata del campo, che va pianificata in anticipo sulla sede esatta del difetto: è un intervento che si decide in ambulatorio, con la valutazione della curvatura in erezione, non in sala operatoria.
Il quadro clinico completo della patologia, con le immagini dei casi trattati, è nella pagina Pene curvo – Malattia di La Peyronie.
Riferimenti esterni
- EAU Guidelines on Sexual and Reproductive Health — tecniche di corporoplastica nella revisione europea più recente