Nel sito originale tre dei capitoli elencati in questa pagina compaiono come soli titoli, senza testo: chirurgia dell'uretra, chirurgia dell'ipospadia e delle malformazioni peniene, trattamento della calcolosi reno-ureterale. I riquadri che li seguono sono stati scritti dalla redazione dell'archivio sulla base delle pubblicazioni raccolte in questo stesso sito; il resto della pagina è il testo originale.
L’attività scientifica del Prof. Edoardo Austoni costituisce la diretta conseguenza di studi, ricerche e sperimentazioni condotte insieme a diversi collaboratori durante l’arco di oltre 20 anni, presso l’Istituto di Urologia e presso La Clinica Urologica II O. S.Giuseppe, presso le strutture GVM di Mangioni Hospital Lecco, Salus Hospital Reggio Emilia, Villalba Hospital Bologna.
In tale periodo sono stati di volta in volta affrontati molteplici temi dell’Urologia e dell’Andrologia chirurgica:
ANDROLOGIA E MICROCHIRURGIA
In questo campo il prof. Edoardo Austoni è stato fra i pionieri dello studio diagnostico e terapeutico del deficit erettile e dei processi patologici del pene mettendo a punto:
- Metodiche microchirurgiche originali di rivascolarizzazione peniena
- Studi emodinamici e morfologici dei corpi cavernosi che hanno condotto a nuovi approcci nella chirurgia protesica ( modifica delle protesi di Subrini – glandulopessia – ecc..)
- Nuove procedure terapeutiche per il priapismo
- Nuove terapie farmacologiche e fisiche per la patologia dei corpi cavernosi
- Nuove tecniche chirurgiche del pene
- Chirurgia dell’ipospadia e delle malformazioni peniene
- Chirurgia “sparing” dei corpi cavernosi
- Chirurgia di ingrandimento del pene
- Falloplastiche e vaginoplastiche ricostruttive nella chirurgia del transessualismo
CHIRURGIA DELL’URETRA
Integrazione redazionale
La chirurgia dell’uretra attraversa per intero la carriera del Prof. Austoni: i primi lavori sono della seconda metà degli anni Settanta, gli ultimi corsi di chirurgia in diretta sullo stesso tema sono degli anni Duemila. È anche la radice da cui nasce il resto del suo lavoro ricostruttivo.
Uretra anteriore
Dalle valutazioni sullo stato della terapia chirurgica delle stenosi, presentate agli Urologi Lombardi nel 1980, si passa all’esperienza personale sulle uretroplastiche in tempo unico (Urologia, 1982) e alle tecniche di ampliamento con innesto libero. La scelta messa a punto in quegli anni è l’innesto epidermico semplice al posto del mesh graft, per la minore retrazione cicatriziale ventrale; la pagina sulle stenosi uretrali la descrive insieme alle altre opzioni.
Uretra posteriore e stenosi complicate
È il tratto che la chirurgia ricostruttiva ha considerato a lungo proibitivo, e il capitolo in cui il contributo del Prof. Austoni è più riconoscibile. Il lavoro procede su due linee parallele:
- anastomosi bulbo-prostatica nelle stenosi post-traumatiche, presentata al Congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica (Palermo 1983) e poi, per via transpubo-perineale, alla Società Italiana di Ricerche in Chirurgia (Modena 1986) e al congresso EAU di Budapest dello stesso anno;
- scrotal inlay, prima transfinteriale (Urologia, 1982) e poi transmembranoso per le stenosi complicate dell’uretra posteriore (Palermo 1983; Budapest 1986); l’accesso transpubo-perineale è discusso al 59° Congresso nazionale S.I.U. di Milano nel 1986.
Da questa esperienza deriva la via prerettale, che evita la pubectomia e rispetta il meccanismo sfinteriale: la descrive uretroplastica prerettale per le stenosi posteriori complicate.
Una terza linea, meno vistosa, riguarda quello che succede dopo. I disturbi della potenza nei pazienti operati di stenosi dell’uretra posteriore sono oggetto di tre lavori fra il 1982 e il 1984, su Sessuologia, su Contraception-Fertilité-Sexualité e sull’Archivio Italiano di Urologia e Nefrologia: in quegli anni l’esito funzionale entrava raramente nel giudizio su un’uretroplastica.
Il confronto fra trattamento endoscopico e chirurgia a cielo aperto è affrontato al primo congresso della International Society of Urologic Endoscopy (Karlsruhe 1984). Sul tema il Prof. Austoni è stato docente al corso «Disostruzione, riparazione e ricostruzione dell’uretra» (Santa Margherita Ligure 1993) e ha dedicato alla ricostruzione delle stenosi uretrali una delle sessioni di chirurgia in diretta da lui organizzate; due dei video scientifici riprendono l’anastomosi bulbo-prostatica e l’uso del lembo cutaneo penieno arterializzato nelle stenosi bulbo-membranose complicate.
CHIRURGIA DELL’ IPOSPADIA E DELLE MALFORMAZIONI PENIENE
Integrazione redazionale
È il primo tema chirurgico su cui il Prof. Austoni abbia pubblicato: «Utilizzazione dei lembi cutanei tubulati nella terapia della ipospadia» sta negli atti del 50° Congresso nazionale S.I.U. (Ancona 1977). L’anno dopo, a Trieste, lo stesso gruppo confronta criticamente quella casistica con l’uretroplastica in tempo unico. È il passaggio dalle ricostruzioni stadiate alla correzione in una sola seduta, e non viene dato per acquisito.
Tempo unico o due tempi
La questione resta aperta per un decennio: «Stato attuale del trattamento chirurgico dell’ipospadia» al 53° Congresso S.I.U. (Napoli 1980), la relazione agli Urologi Lombardi dello stesso anno, l’uretroplastica in tempo unico nelle ipospadie senza recurvatum (Palermo 1983). Al congresso EAU di Budapest del 1986 la scelta fra una e due sedute viene messa a confronto in termini espliciti di costi e benefici; nello stesso anno il capitolo «Urological experiences and therapeutical aspects of hypospadias surgery» entra nel volume Advances in hypospadias.
Il contributo di impostazione sta altrove: nel trattare separatamente le due cose che l’ipospadia mette insieme, la posizione del meato e la curvatura. Il raddrizzamento del pene nelle ipospadie con incurvamento (Urologia, 1980, ripreso a Palermo nel 1983) e l’uretroplastica nelle forme senza recurvatum diventano indicazioni diverse, con tempi e tecniche propri. Nella stessa logica rientra la terapia delle ipospadie cosiddette chirurgiche, cioè iatrogene, esito di una ricostruzione precedente, portata al corso internazionale di andrologia urologica di Milano nel 1983.
Dalla malformazione alla corporoplastica
Da qui nasce la cavernosolisi, presentata a Palermo nel 1983 per il recurvatum congenito e ripresa a Budapest nel 1986 come tecnica per raddrizzare il pene curvo congenito senza ipospadia. Il principio è agire sul versante che non si allunga invece di accorciare quello convesso, ed è lo stesso che il Prof. Austoni porta poi nelle corporoplastiche per incurvamento congenito e, più tardi, nella chirurgia della malattia di La Peyronie: si veda le corporoplastiche senza circoncisione.
Il quadro delle singole malformazioni, dall’ipospadia all’epispadia, dall’incurvamento congenito al micropene, è nella pagina malformazioni congenite.
ONCOLOGIA DELLA PROSTATA
Dopo studi sulla diagnostica e stadiazione del cancro prostatico il prof. Edoardo Austoni con la sua equipe è stato promotore della diffusione in Italia di una tecnica aggiornata e modificata di Prostatectomia Radicale Perineale Mini-invasiva. Il fulcro di tale innovazione consiste nell’applicazione dei più recenti concetti di anatomia chirurgica prostatica e dei dispositivi tecnologici di ultima generazione (bisturi ad ultrasuoni, caver map) con il dichiarato obbiettivo di rendere più veloce, sicuro e meno traumatico l’intervento di prostatectomia pur perseguendo gli obbiettivi di radicalità oncologica, preservazione anatomico-funzionale del collo vescicale e, dove indicato, dei fasci neuro- vascolari coinvolti nel mantenimento della potenza sessuale.
ONCOLOGIA DELLA VESCICA
Anche in questo campo gli studi sono stati approfonditi sia in ambito diagnostico (mappatura istologica vescicale multipla e trattamenti endoscopici mirati seguiti da chemioterapia topica) che in ambito chirurgico passando dall’adozione di tecniche di “Pancistoprostatectomia radicale e Uretero Sigmoido Stomia – USS”, all’applicazione di moderne tecniche di “Cistectomia radicale extraperitoneale nerve-sparing con confezionamento di neovescica ileale ortotopica” in grado di garantire un’ottima qualità della vita sia sotto l’aspetto minzionale che sessuale, a fronte di una scarsa incidenza di complicanze. In caso di carcinoma vescicale infiltrante ha proposto anche la “Uretrocistectomia “d’emblée” con confezionamento di neovescica eterotopica incontinente sec.Wallace” al fine di ottenere un vantaggioso compromesso fra radicalità oncologica e preservazione della qualità della vita.
TRATTAMENTO DELLA CALCOLOSI RENO – URETERALE
Integrazione redazionale
Il capitolo della calcolosi appartiene agli anni dell’Istituto di Urologia dell’Università di Milano e della Clinica Urologica, e il Prof. Austoni lo ha portato avanti insieme ai colleghi che in quel gruppo se ne occupavano in modo continuativo. I lavori sono raccolti in calcolosi urinaria e stanno su due versanti.
La calcolosi come malattia metabolica
Il calcolo non viene trattato soltanto come un corpo da rimuovere, ma come il segno di un disturbo che ritorna. A questo versante appartengono l’impiego del fosfato di cellulosa nella diagnostica delle ipercalciurie (55° Congresso S.I.U., Catania 1982), lo studio sull’esordio precoce della litiasi renale presentato agli incontri urologici europei di Milano nel 1987 e, nel 1991, due lavori di prevenzione: la profilassi della nefrolitiasi calcica recidivante, con valutazione dietologica e terapia farmacologica, e dieci anni di terapia medica della litiasi cistinica.
L’arrivo della litotrissia extracorporea
La seconda metà degli anni Ottanta porta la ESWL e, con essa, la domanda su dove il metodo si fermi. Al 60° Congresso nazionale S.I.U. (Palermo 1987) il gruppo presenta quattro lavori che ne delimitano il campo: la litiasi nel rene a ferro di cavallo, la calcolosi caliciale, i calcoli dell’uretere pelvico e il trattamento dell’impilamento ureterale successivo alla seduta, la complicanza che l’entusiasmo iniziale per il metodo aveva sottovalutato.
Che cosa resti al rene dopo anni è la domanda seguente, e i lavori del 1991 e del 1992 riportano il follow-up a lungo termine della litotrissia renale e il monitoraggio prolungato della pressione arteriosa dopo ESWL. Fra i due versanti sta la nefrostomia percutanea ecoguidata, usata come protezione prima e dopo la litotrissia (quattro anni di esperienza, 1992) e come trattamento d’urgenza nelle ostruzioni litiasiche acute dell’uretere, riportato al congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia d’Urgenza di Milano nel 1995.
Nella casistica operatoria rientrano in questo capitolo le litotrissie percutanee, le cistolitotomie, i cistolitolapassi e gli ureterolitolapassi, le nefrostomie percutanee e l’estrazione con cestello. La trattazione clinica della malattia, dalla colica renale alla prevenzione delle recidive, è nella pagina calcolosi.
ONCOLOGIA DEL RENE
Per il tumore del rene si è percorsa l’evoluzione della chirurgia d’avanguardia, mettendo a puntoda un lato tecniche di ampia demolizione radicale associate a linfoadenectomie estese e resezionicavali nel trattamento chirurgico di grosse masse neoplastiche, dall’altro tecniche mini- invasive di enucleazione tumorale “nephron sparing” con bisturi ad ultrasuoni per tumori di piccole dimensioni al fine di preservare la componente funzionale del rene malato.
URODINAMICA
Per le patologie urodinamiche sono stati sviluppati raffinati studi di diagnostica strumentale finalizzati ad una sempre più corretta applicazione di tecniche terapeutiche innovative per il trattamento della patologia da incontinenza da sforzo (stress) nella donna con metodiche originali e mini-invasive come l’approccio transotturatorio con sling differenziato, o l’istero- sacropessia combinata a cervico-cistopessia. Gli studi sulla fisioterapia riabilitativa con “Bio-feed back” per le forme iniziali di incontinenza Urinaria, hanno portato all’introduzione di trattamenti mini-invasivi basati sulla modulazione del tono muscolare perineale.L’insieme di tali esperienze di lavoro ha condotto al conseguimento del riconoscimento di “Centro di Eccellenza per la Chirurgia Ricostruttiva dei Genitali Maschili” conferito alla struttura diretta dal prof.Edoardo Austoni, nel 2004 dalla Società Italiana di Andrologia.
ATTIVITA' FORMATIVO-SCIENTIFICA
Nell’ambito delle iniziative favorite dall’attività scientifica della Clinica Urologica II, è stato inoltre realizzato un articolato e complesso programma di attività ed eventi nazionali ed internazionali di alta valenza didattica e scientifica finalizzati allo sviluppo della Chirurgia Urologica ed Andrologica ed al perfezionamento di specialisti del settore.
Il prof.Austoni ha promosso e organizzato numerosi Congressi e Corsi con sessioni di Chirurgia in diretta con l’intento di favorire lo sviluppo di concetti più razionali e aggiornati nell’esecuzione chirurgica e nella comprensione delle problematiche connesse a tecniche di chirurgia uro-andrologica di particolare interesse: Prostatectomia Perineale e Prostatectomia Laparoscopica – Innesti tissutali liberi per la chirurgia dei corpi cavernosi – Chirurgia Ricostruttiva nelle Stenosi Uretrali – Potenza sessuale e chirurgia del cancro prostatico – Protesi peniene, chirurgia avanzata ricostruttiva e riabilitazione post-operatoria. Nell’ambito di molteplici progetti didattici in ambito scientifico, volti a migliorare le competenze specialistiche andrologiche è stato promosso l’avvio di un programma di Scuola Itinerante Europea in Chirurgia Andrologica, a cadenza annuale, al fine di perfezionare ai massimi livelli la formazione scientifica e chirurgica andrologica mediante corsi didatticamente programmati tenuti da docenti di livello internazionale presso Centri Europei di eccellenza per la chirurgia ricostruttiva andrologica.
Un’altra iniziativa di valore altamente formativo dal punto di vista didattico è stata realizzata con la creazione di corsi per Master di Andrologia Chirurgica finalizzati a fornire strumenti culturali e pratici utili all’apprendimento dei continui e sempre più complessi aggiornamenti della gestione delle patologie andrologiche a sfondo chirurgico, competenze che risultano oramai difficilmente acquisibili durante lo svolgimento del corso di specializzazione in Urologia, che tradizionalmente ne è stato il depositario.
Su tutti questi argomenti il Prof. Austoni e la sua equipe hanno prodotto numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali che rappresentano negli ultimi 20 anni la storia dell’evoluzione della chirurgia urologica.
Le principali pubbliczioni nel merito possono essere così distinte
- Andrologia e Microchirurgia
- Oncologia della Prostata
- Oncologia della Vescica
- Calcolosi Urinaria
- Trattati e Manuali
- Elenco completo delle pubblicazioni
Riferimenti esterni
- PubMed — lavori indicizzati come Austoni E — produzione scientifica indicizzata
- Archivio Istituzionale della Ricerca — Università degli Studi di Milano — scheda istituzionale