Falloplastica

Le sempre più avanzate conoscenze di anatomia chirurgica funzionale del pene e la disponibilità di nuovi bio-materiali hanno permesso di compiere enormi progressi nel campo della chirurgia ricostruttiva genitale. Così, è stato possibile realizzare interventi rienuti impensabili fino a pochi decenni orsono, come ad esempio il completo “disassemblaggio” del pene con sua successiva ricostruzione e ripresa funzionale.

ESEMPIO DI GLANDULO-CAVERNO DISASSEMBLY PROPOSTA DAL PROF.AUSTONI NELLE TERAPIA nerve sparing del cancro del pene

Falloplastica — figura 1

I materiali utilizzati per gli impianti protesici penieni sono oggi talmente evoluti da permetterne la garanzia indeterminata, così come la possibilità di utilizzare dei tessuti biologici liofilizzati o acellulari, ha permesso di estendere le indicazioni e gli approcci per questo tipo di chirurgia.

Falloplastica — figura 2

Falloplastica — figura 3

Sia in Europa sia negli US si sono formate comunità di esperti di questo particolare settore della chirurgia ricostruttiva.

Falloplastica — figura 4

Falloplastica — figura 5

Da un punto di vista classificativo, le falloplastiche, ossia le tecniche di ricostruzione del pene, possono essere distinte in:

  • Complete : quando si tratti di creare dal nulla l’organo maschile (ad es. nei casi di transessualismo femmina-maschio, oppure nei soggetti andati incontro ad emascu-lazione, chirurgica o traumatica)
  • Parziali : quando si debbano correggere gli esiti di una amputazione parziale del pene (dopo trauma o dopo chirurgia demolitiva per tumore)

FALLOPLASTICHE COMPLETE

Nell’ambito delle falloplastiche complete, sono state proposte numerose tecniche: ” Il lembo peduncolato fascio-cutaneo addominale (tecnica multi-stadio, cioè da completare in più tempi operatori)

  • ” Il lembo addominale di Pryor
  • ” Il lembo peduncolato di muscolo retto addominale ( Mulcahy)
  • ” Il lembo microchirurgico antibrachiale di Chang

Lo schema ed alcune foto intraoperatorie del lembo addominale di Pryor — Falloplastica

Lo schema ed alcune foto intraoperatorie del lembo addominale di Pryor — Falloplastica

Lo schema ed alcune foto intraoperatorie del lembo addominale di Pryor:

Lo schema ed alcune foto intraoperatorie del lembo addominale di Pryor — Falloplastica

Lo schema ed alcune foto intraoperatorie del lembo addominale di Pryor — Falloplastica

Il lembo peduncolato di muscolo retto addominale (tecnica di Mulcahy modificato) è stato impiegato con successo dalla nostra Scuola nei casi di adeguamento dell’identità di genere da femminile a maschile (nei quali casi essa viene preceduta, in un unico tempo oratorio, dalla fase demolitiva degli organi sesuali femminili: mastectomia, istero-annessiectomia bilaterale e vulvectomia):

La interposizione del clitoride alla base del neo-pene

(Clitoridofallopessia sec.Austoni)

(Clitoridofallopessia sec.Austoni) — Falloplastica

Falloplastica — figura 10

Falloplastica — figura 11

Falloplastica — figura 12

Falloplastica — figura 13

Falloplastica — figura 14

Falloplastica — figura 15

A distanza di alcuni mesi l’intervento può essere completato con gli impianti protesici, penieno e scrotale:

(Clitoridofallopessia sec.Austoni) — Falloplastica(Clitoridofallopessia sec.Austoni) — Falloplastica

Questa tecnica, oltre che nei casi di transessualismo femminile-maschile, può essere applicata anche nei pazienti sottoposti ad emasculazione per cancro del pene:

(Clitoridofallopessia sec.Austoni) — Falloplastica(Clitoridofallopessia sec.Austoni) — Falloplastica(Clitoridofallopessia sec.Austoni) — Falloplastica(Clitoridofallopessia sec.Austoni) — Falloplastica(Clitoridofallopessia sec.Austoni) — Falloplastica

Il lembo antibrachiale proposto da Chang, rappresenta certamente la tecnica di falloplastica in grado di offrire i migliori risultati estetici.

(Clitoridofallopessia sec.Austoni) — Falloplastica

Questa tecnica prevede il prelievo di un ampio area di tessuto fascio-cutaneo dall’avambraccio del paziente, la configurazione a neo-fallo e la sua trasposizione in regione pubica con anastomosi microchirurgica dei vasi sanguigni (cioè la ricongiunzione, con uso del microscopio operatore, dell’arteria e vena del lembo – interrotte al momento del prelievo – con un’arteria ed una vena dell’addome).

La tecnica di Chang, a causa della sua complessità, risulta inevitabilmente gravata da un alto rischio di complicanze (ad es. la trombosi dell’anastomosi con necrosi immediata del neofallo) ed inoltre comporta un notevole danno estetico a carico della regione di prelievo (avambraccio del paziente).

(Clitoridofallopessia sec.Austoni) — Falloplastica(Clitoridofallopessia sec.Austoni) — Falloplastica(Clitoridofallopessia sec.Austoni) — Falloplastica(Clitoridofallopessia sec.Austoni) — Falloplastica

Falloplastiche parziali

Come abbiamo già accennato, parliamo di falloplastiche parziali nei casi in cui si debba procedere ad una ricostruzione del pene avendo a disposizione del tessuto residuo, ad esempio dopo amputazione parziale (per eventi traumatici o dopo chirurgia per tumore) Ecco un esempio di falloplastica parziale in un paziente sottoposto a chirurgia iterativa per cancro del pene (iniziale trattamento laser, quindi amputazione parziale)

Si procede a liberazione dei corpi cavernosi incarcerati nel tessuto fibroso (cavernosolisi) ed a loro allungamento tramite sezione del legamento sospensore ed impianto endocavernoso di tutori soffici a spinta assiale. Quindi glanduloplastica con innesto libero di mucosa buccale ed innesto libero dermo-epidermico a copertura del neo-fallo ricostruito.

la falloplastica con cavernosolisi pubica su  tutore assiale soffice ed innesti multipli epidemici e buccali sec.AUSTONI

FALLOPLASTICA SEC. AUSTONI DOPO CHIRURGIA DEMOLITIVA DELPENE

Falloplastiche parziali — Falloplastica

Falloplastica — figura 29

Falloplastica — figura 30

Falloplastica — figura 32

Falloplastica — figura 33

Qui di seguito un altro esempio di falloplastica parziale attuata in un paziente sottoposto ad asportazione del glande e successiva radioterapia per tumore del pene. Si procede a lipectomia infrapubica ed ampia resezione cutanea, plastica dello scroto, glanduloplastica e glandulopessia, copertura dei corpi cavernosi liberati con innesti epidermici liberi.

Falloplastiche parziali — FalloplasticaFalloplastiche parziali — FalloplasticaFalloplastiche parziali — FalloplasticaFalloplastiche parziali — FalloplasticaFalloplastiche parziali — FalloplasticaFalloplastiche parziali — Falloplastica

Conclusioni

La chirurgia ricostruttiva del pene, grazie ai progressi compiuti nell’ambito delle conoscenze di anatomia funzionale e nel campo della biotecnologia, ha oggi raggiunto notevoli traguardi sia dal punto di vista funzionale sia da quello estetico.

Riferimenti esterni

Domande frequenti

Qual è la differenza fra falloplastica completa e parziale?
La falloplastica completa ricostruisce l'organo dal nulla, come nell'adeguamento di genere da femminile a maschile o dopo emasculazione chirurgica o traumatica. La falloplastica parziale corregge invece gli esiti di un'amputazione parziale, quando resta tessuto cavernoso utilizzabile: si procede a cavernosolisi, allungamento e glanduloplastica.
Quali tecniche esistono per la falloplastica completa?
Le principali sono il lembo peduncolato fascio-cutaneo addominale a più tempi operatori, il lembo addominale di Pryor, il lembo peduncolato di muscolo retto addominale secondo Mulcahy e il lembo microchirurgico antibrachiale di Chang. La Scuola del Prof. Austoni ha impiegato con successo il lembo di muscolo retto addominale modificato, con interposizione del clitoride alla base del neo-pene.
Il lembo antibrachiale dà i risultati migliori?
Dal punto di vista estetico sì, ma la complessità della tecnica comporta un rischio elevato di complicanze, fra cui la trombosi dell'anastomosi microchirurgica con necrosi immediata del neo-fallo, e lascia un danno estetico rilevante nell'avambraccio da cui il lembo viene prelevato.
Quando si impiantano le protesi?
A distanza di alcuni mesi dalla ricostruzione, quando il neo-fallo è guarito e vascolarizzato: in quel secondo tempo si completa l'intervento con gli impianti protesici penieno e scrotale.