Microchirurgia del varicocele
L’opportunità della correzione sistematica del varicocele nell’uomo, rappresenta un argomento controverso in Andrologia. L’incertezza riguarda il reale impatto del varicocele (la dilatazione cronica del reticolo venoso che circonda il testicolo, determinata da un reflusso di sangue nella vena spermatica) nel determinismo dell’infertilità maschile.
L’ipotesi più accreditata è quella che riconosce nel varicocele una fonte di calore (conseguenza della stasi di sangue nelle vene dilatate) che, come noto, rappresenta una causa di sofferenza testicolare. La maggioranza degli esperti concorda sull’utilità di trattare un varicocele, con l’obiettivo di migliorare la qualità di uno spermiogramma patologico, oppure in un’ ottica puramente preventiva, solo nei soggetti di età inferiore ai 30 anni (quando cioè il danno cronico non si sia protratto per troppi anni e vi siano ancora ragionevoli speranze di un incremento della produzione di spermatozoi una volta che la causa di sofferenza sia stata rimossa).
Le possibilità di correzione del varicocele comprendono tecniche chirurgiche, microchirurgiche e radiologiche.
- le TECNICHE CHIRURGICHE prevedono l’isolamento, la legatura e la sezione della vena spermatica interna e di tutte le eventuali vene collaterali che risultino dilatate. Il taglio chirurgico può essere effettuato a livello addominale, a livello inguinale oppure alivello sub-inguinale, cioè immediatamente al di sopra del testicolo. Più basso sarà l’approccio, più numerose saranno le vene da individuare e da legare (e quindi verrà richiesta una maggiore accuratezza e potrà essere necessario l’ausilio di mezzi ottici di ingrandimento) ma minore sarà il rischio di non ricono-scere delle vene dilatate, dal decorso anomalo.
- Le TECNICHE MICROCHIRURGICHE sono attualmente in disuso dopo aver vissuto anni di popolarità. Esse prevedevano l’anastomosi (cioè il by-pass) delle vene dilatate con altre vene a bassa pressione sanguigna, in modo da favorirne il deflusso, lo scarico, senza necessità di legarle. I risultati a distanza di queste tecniche complesse e di lunga esecuzione, non hanno dimostrato vantaggi rispetto alle più semplici metodiche tradizionali e sono state quindi quasi completamente abbandonate.
- Le TECNICHE RADIOLOGICHE consistono nella embolizzazione (cioè nella introduzione di un “tappo” all’interno della vena) delle vene incompetenti tramite un sottile catetere vascolare introdotto tramite una puntura nell’inguine del soggetto. Il cateterino viene sospinto, sotto controllo radiologico, fino ad introdurlo nella vena spermatica. A questo punto viene iniettata la sostanza sclero-embolizzante che occluderà in maniera definitiva la vena stessa, interrompendo il reflusso causa del varicocele. In alternativa, la metodica può essere eseguita tramite l’incanulamento della vena a livello scrotale, sopra il testicolo, iniettando il materiale mentre il paziente aumenta la pressione addominale, favorendo così il reflusso: in tal modo la sostanza embolizzante si distribuirà in tutte le possibili vene refluenti.
Quando il trattamento del varicocele, con qualunque delle metodiche descritte, abbia avuto successo, si assiste ad un miglioramento dei parametri semino-logici in oltre il 40% dei casi.














































Riferimenti esterni
- EAU Guidelines on Sexual and Reproductive Health — varicocele e infertilità maschile