Patologie di coppia

Quando il sintomo è di uno solo ma il problema è della coppia: la pagina imposta la valutazione congiunta, andrologica e psicosessuologica, invece di separare i due percorsi.

Relazioni d'amore e problematiche di coppia

Le vicissitudini dell’amore e della coppia, della passione e della sessualità si snodano in un percorso che va dall’infanzia all’adolescenza all’età adulta.
Le interazioni emotive fra i partner giocano un ruolo fondamentale nel destino della relazione, la coppia vive l’amore e il sesso anche nel contesto di un determinato ambiente sociale e culturale.
I mezzi di comunicazione di massa rappresentano l’amore e il sesso in un modo che si interseca con le motivazioni e i sentimenti dei partner, nei rapporti si attivano desideri, conflitti, esperienze appaganti e difficoltà spesso superabili nel breve periodo o a volte più profonde da costituire vere e proprie crisi difficili da accettare e comprendere.
La qualità e l’evoluzione di una relazione d’amore dipende dalla natura della scelta e di conseguenza dei processi di selezione che hanno messo insieme i due partner.
Nessuna coppia può dare per certo il proprio futuro, nemmeno in condizioni ottimali, e a maggior ragione quando un significativo conflitto irrisolto in uno o entrambi i partner minaccia l’equilibrio.
Le problematiche riguardanti la sfera della sessualità che insorgono in un individuo, sia maschio che femmina, permeano inevitabilmente la sfera relazionale, sociale e spesso anche quella lavorativa. I sentimenti di inadeguatezza, i tratti depressivi del carattere piuttosto che altre componenti psichiche che fanno parte del quadro globale di queste persone rendono la loro vita quotidiana faticosa e poco felice.
I loro partner sono coinvolti in questa sofferenza anche se, rimanendo in argomento sessualità, possono non manifestare sintomi legati a questa sfera.
Alcuni studiosi asseriscono che nel cammino della cura va coinvolto anche il partner, altri pensano che i risultati migliori si ottengano con terapie individuali di uno o entrambi i soggetti. E’ da osservare, in proposito, che il paziente manda un messaggio importante in tal senso, è evidente già dal primo contatto che sente la problematica e chi è disposto a mettersi in gioco per affrontarla, spesso al primo incontro, si presenta gia in coppia. Questo è un dato significativo dal punto di vista del coinvolgimento emotivo di cui dobbiamo tenere conto. Il progetto terapeutico va concordato e non imposto, questo è importante , altrimenti si rischia la rinuncia alla cura.
Una disfunzione sessuale non è necessariamente una testimonianza di una psicopatologia profonda e grave nell’individuo, né all’interno del sistema coniugale.
La discordia coniugale testimonia l’esistenza di carenza di armonia o di contesa fra i coniugi. Le manifestazioni possono essere infinite, i disturbi che più comunemente si manifestano sono sintomatici di delusioni o frustrazioni di uno o entrambi i componenti della coppia.
L’insoddisfazione sessuale può essere collegata ad altri disagi come la carenza di comunicazione, i continui litigi, i bisogni emotivi inappagati, il disaccordo finanziario, i conflitti sui figli o i problemi con la famiglia allargata, l’infedeltà o la sospettosità.
Si può comprendere come una carenza di comunicazione lamentata da uno dei due coniugi con bisogni affettivi insoddisfatti si rifletta anche sulla sfera della sessualità, anche se non è il problema principale per cui si rivolgono allo specialista. Viceversa quelle coppie che evidenziano fin da subito un problema sessuale sottendono anche un disagio relativo alla sfera affettivo relazionale che viene considerato nel corso della terapia.
Ci sono diversi indirizzi e modalità di intervento per quanto riguarda le problematiche della coppia, ogni caso va diagnosticato e per esso costruito un progetto di intervento che può coinvolgere congiuntamente o separatamente i partner.
L’esempio di seguito è citato per rendere l’idea di processo terapeutico.
Se si tratta del caso di un uomo che presenta una disfunzione erettile che dura da tempo e il paziente è riuscito a mantenere un’erezione soddisfacente per portare a termine un rapporto sessuale solo in pochi momenti della sua vita, si tratta spesso di un problema intrapsichico da tempo presente e si tende a indirizzare il paziente verso una terapia individuale.
Il trattamento individuale si presta meglio all’esplorazione intensiva dei dilemmi intrapsichici, permette di comprendere ed elaborare gli ostacoli che si frappongono all’instaurarsi di un sé sessuale soddisfacente.
Per i pazienti single o con partner che non sono disponibili o non coinvolgibili in quanto il paziente stesso ha delle resistenze in questo senso, il trattamento di coppia risulta inadatto.
Il trattamento congiunto si può proporre nei casi in cui il/la partner da l’idea di essere parte integrante stabile della coppia e la disfunzione rappresenta, spesso, la soluzione di coppia condivisa ad un certo aspetto della loro relazione su cui occorre lavorare.
In questi casi il sintomo risulta spesso radicato nel presente o nel passato recente e non è una conseguenza di ostacoli evolutivi.
La terapia di coppia comporta che ognuno riesca a comprendere la prospettiva dell’altro e che ciò permetta di riconoscere le differenze a livello delle loro sensazioni e che il modo in cui ogni persona vive un determinato evento è, per quella persona, il modo in cui è accaduto.
Quando la terapia orientata alla sfera della sessualità ha successo, difficilmente prende in considerazione il solo sintomo disfunzionale, ma incide sulla matrice della relazione nella sua totalità.
L’effetto sugli altri parametri delle attività interpersonali e intrapsichiche è significativo, la comunicazione si apre, la tensione si affievolisce e c’è un incoraggiamento a lavorare per un progressivo evolvere della relazione di coppia. Spesso la relazione coniugale migliora e si comincia ad affrontare la costellazione di problemi quotidiani con maggior motivazione e collaborazione.
Ci sono situazioni che se sbloccate si evolvono in senso positivo e costruttivo, è determinante la presa di contatto con sensazioni evitate per una serie di motivazioni fra le quali la paura, la vergogna, l’incapacità di riconoscere la propria inadeguatezza.
Le radici dei disturbi sessuali sono molteplici e non c’è un modo univoco per aiutare le persone che si trovano in difficoltà, vanno comprese le situazioni con un’attenta anamnesi e una completa diagnosi delle patologie sia organiche, se si riscontrano, che psichiche e l’interazione che possono generarsi fra i diversi livelli.

Un problema diverso è quello relativo agli interventi chirurgici, ad esempio quelli che prevedono un impianto di protesi peniena che intervengono sullo schema corporeo e sulla relazione sessuale. E’ questo il caso di una malattia sopraggiunta che ha un risvolto organico, fisico e che come tale impedisce da diversi punti di vista, meccanico, del desiderio, della difficoltà erettiva, una relazione sessuale adeguata.

Una modalità consolidata e condivisa dal nostro gruppo di lavoro in questi casi, è quella di informare in modo dettagliato e comprensibile per la coppia relativamente ai possibili cambiamenti sia fisici che funzionali riguardanti la relazione sessuale. Prima dell’intervento chirurgico è necessario, a tal fine, conoscere la situazione che è derivata dalla malattia, in termini di ansia, stress e disturbi della sessualità, che ne potrebbe essere stata, nell’ipotesi, una concausa.

Questo iter avviene attraverso una valutazione psicologica che diventa parte integrante del processo di screening dei pazienti che necessitano di un impianto chirurgico protesico. Il coinvolgimento della partner è indicato per arricchire la storia relazionale e sessuale della coppia che aiuta gli specialisti a comprendere la capacità di integrare i cambiamenti che avverranno nella loro quotidianità della relazione sessuale dopo l’intervento e per prevenire eventuali aspettative irrealistiche.

Riferimenti esterni

Domande frequenti

Perché un disturbo sessuale individuale diventa un problema di coppia?
Perché le problematiche della sfera sessuale permeano quella relazionale, sociale e spesso anche quella lavorativa. Sentimenti di inadeguatezza e tratti depressivi rendono faticosa la vita quotidiana, e il partner è coinvolto in questa sofferenza anche quando non presenta sintomi sessuali propri.
Nel percorso di cura va coinvolto anche il partner?
Su questo le posizioni non coincidono: alcuni studiosi ritengono che il partner vada coinvolto, altri che i risultati migliori si ottengano con terapie individuali di uno o di entrambi. Il modo in cui il paziente si presenta al primo colloquio è di per sé un'indicazione.
Che peso ha il contesto in cui vive la coppia?
La coppia vive l'amore e il sesso dentro un ambiente sociale e culturale preciso, e la rappresentazione che ne danno i mezzi di comunicazione si interseca con le motivazioni e i sentimenti dei partner. La qualità della relazione dipende in buona parte dalla natura della scelta che ha messo insieme i due.