Il carcinoma del rene rappresenta circa il 3% di tutte le neoplasie dell’adulto.
E’ la 10° causa di morte per tumore, responsabile di oltre 100.000 decessi all’anno nel mondo. In Italia si verificano circa 4000 nuovi casi l’anno con 2000 decessi.
L’incidenza del cancro del rene tende a crescere con gli anni, probabilmente a causa della sempre maggiore diffusione di tecniche di immagine non invasive, quali l’ecografia ad ultrasuoni.
Attualmente infatti la diagnosi avviene occasionalmente nel 25-40% dei casi, durante accertamenti richiesti per altre condizioni patologiche.
Diagnosi.
Come già anticipato, nel corso degli ultimi tempi la diagnosi precoce ha condotto al riscontro di tumori renali in una fase del tutto asintomatica. Nei restanti casi possono essere evidenziati diversi segni e sintomi la cui gravità non necessariamente è ricollegabile alle dimensioni del tumore.
L’ematuria rappresenta il segno di esordio nel 50% dei casi. Seguono il dolore al fianco e la presenza di una massa palpabile. L’insieme dei tre segni viene riscontrata nel 10% dei casi


Sintomi sistemici possono accompagnare l’esordio della malattia: anemia, policitemia, febbre, cachessia, ipertensione, ipercalcemia, aumento della VES (velocità di eritrosedimentazione), aumento della fosfatasi alcalina.
- Belldegrun A, de Kernion JB.Renal tumours; in: Campbell’s Urology, Ed. Walsh, P.C., Retik, A.B., Vaughan, E.D., Wein, A.J. W.B. Saunders, Philadelphia 1998: 2283-2326.
- Messing EM, Young TB, Hunt VB, Emoto SE and Wehbie JM. The significance of asymptomatic microhematuria in men 50 or more years old: Findings of a home screening study using urinary dipsticks. J Urol 1987; 137: 919-922.
Diagnostica per immagini.
I tumori renali sono caratterizzati dalla presenza di masse riconoscibili nel contesto del tessuto renale di cui alterano la normale morfologia. Tuttavia nessuna delle tecniche di indagine per immagini è in grado di differenziare con certezza lesioni benigne da lesioni maligne. In genere tale verifica è possibile solo dopo aver analizzato all’esame istopatologico il pezzo operatorio. In ogni caso la diagnostica pre-operatoria offre l’indubbio vantaggio di creare le premesse per una corretta programmazione della procedura chirurgica. Questa infatti prevede la possibilità di utilizzare, in presenza di tumori con specifiche caratteristiche di ubicazione e dimensione, tecniche di escissione conservativa per il tessuto renale sano: le cosiddette enucleazioni nephron sparing o resezioni parziali renali.
– L’ Ecografia addominale rappresenta frequentemente la prima indagine indicativa della presenza di una massa nel contesto del tessuto renale: in particolare consente di distinguere le masse solide da quelle cistiche. Inoltre in caso di lesioni del rene destro, permette di studiare, durante le fasi respiratorie, la presenza di infiltrazione epatica.
- L’ Urografia endovenosa, spesso prescritta in caso di ematuria macroscopica, consente di evidenziare segni di compressione o dislocazione delle vie urinarie, alterazioni del normale profilo delle vie escretrici come nei casi di infiltrazione neoplastica o in presenza di tumori delle vie urinarie, alterazioni del profilo del rene o della densità di alcune aree del parenchima.
- La TAC dell’addome consente di ottenere informazioni di carattere anatomico sulle lesioni ed i rapporti con il parenchima circostante e le vie escretrici, definisce la densità e la vascolarizzazione delle lesioni sospette, la presenza di aree necrotiche o emorragiche, l’eventuale coinvolgimento vascolare sotto forma di trombi neoplastici. In tal modo permette di differenziare il carcinoma renale da eventuali masse avascolari, da masse a contenuto adiposo tipiche degli angiomiolipomi, di definire le caratteristiche strutturali di eventuali formazioni cistiche complicate.

Inoltre descrive l’eventuale interessamento linfonodale, l’estensione del tumore ai muscoli della parete addominale posteriore o l’estensione al colon e al pancreas.



- La RNM dell’addome, può essere utilizzata come metodica di studio integrativa rispetto alla TAC nei casi dubbi. Permette peraltro di valutare l’estensione in senso craniale e caudale della eventuale presenza di trombi che abbiano invaso la vena cava.
- La Arteriografia può risultare utile in alternativa alla TAC con ricostruzione tridimensionale digitale, per definire la distribuzione anatomica vascolare delle masse neoplastiche al fine di pianificare, quando possibile, procedure chirurgiche di escissione selettiva delle lesioni tumorali con preservazione del tessuto renale circostante.
- Bechtold RE, Zagoria RJ. Imaging approach to staging of renal cell carcinoma. Urol Clin N Am 1997; 24: 507-22
Riferimenti esterni
- EAU Guidelines on Renal Cell Carcinoma — imaging e diagnosi delle masse renali