Diagnosi precoce dei tumori urologici

Quali controlli fare, a che età e con quale frequenza: i segnali che meritano un accertamento, organo per organo.

Le neoplasie urologiche oggi si avvalgono di trattamenti medici , fisici e chirurgici modulati in funzione dello stadio di evoluzione del tumore. Intervenire durante la fase precoce dell’evoluzione di un processo neoplastico, il più delle volte comporta la possibilità di adottare soluzioni terapeutiche di maggior efficacia e minor invasività.

Di qui la necessità di impostare l’organizzazione dell’area di Oncologia Urologica in due settori di riferimento:

– la Diagnosi Precoce

  • la scelta delle indicazioni terapeutiche opportune

I due settori sono in connessione diretta ma ovviamente il primo (Diagnostica Precoce) prevede la priorita’ sul secondo, e deve utilizzare tecnologie e metodiche in tema di diagnostica oncologicamolto aggiornate.

1) TUMORE DELLA PROSTATA

L’iter diagnostico prevede uno screening basale, che progressivamente si modula con:

– ER – Esplorazione Rettale

  • PSA – Antigene Prostatico Specifico: dosaggio della concentrazione plasmatici totale e frazionata
  • Ecografia pelvica e prostatica con sonda trans-rettale: per l’esame delle caratteristiche strutturali della prostata.
  • TRIM prob – Tissue Resonance Interfero-Meter prob per l’esame extracoporeo non invasivo con bio-scanner elettromagnetico della ghiandola prostatica
  • Biopsia ecoguidata della prostata con prelievi mirati e mappatura estesa della ghiandola.

–Spettrofotometria RNM con bobina endorettale

In caso di sospetto di malattia estesa:

  • TAC – Tomografia Assiale Computerizzata
  • RMN – Risonanza Magnetica Nucleare tradizionale

– Scintigrafia Ossea Total Body

Il TRIM prob rappresenta una nuova metodica in fase di verifica sperimentale che si interpone nella indicazione alla ripetizione di una verifica bioptica in presenza di elementi diagnostici sospetti (alterazione di: PSA, esplorazione rettale, ecografia prostatica transrettale, ecc…).

2) TUMORE DELLA VESCICA

L’iter diagnostico prevede uno screening progressivo che si articola con:

  • Citologia urinaria : ricerca di Cellule Tumorali Maligne – CTM nel sedimento urinario di tre campioni separati di urine.
  • Markers urinari di significato oncologico
  • Ecografia pelvica
  • TRIM prob – Tissue Resonance Interfero-Meter prob per l’esame extracoporeo non invasivo con bio-scanner elettromagnetico della vescica (fase sperimentale)
  • Urografia perfusionale
  • Cistoscopia ambulatoriale
  • Biopsia vescicale con resezione “fredda” per verifica patologica della natura neoplastica delle lesioni vescicali.
  • TURV – Resezione Trans Uretrale Vescicale : per verifica dell’estensione locale nello spessore della parete vescicale delle lesioni documentate (procedura terapeutica nella maggioranza dei casi)
  • TUR cisto mapping : mappatura bioetica della vescica quando presenti alterazioni citologiche urinarie senza alcun riscontro di lesioni vescicali macroscopiche.

In caso di sospetto di malattia estesa:

  • Palpazione bimanuale della vescica (in sedazione)
  • Rx del torace
  • TAC – Tomografia Assiale Computerizzata dell’addome
  • Ecografia epatica
  • RMN – Risonanza Magnetica Nucleare dell’addome
  • Scintigrafia Ossea Total Body (se ALP – Fosfatasi Alcalina – alterata)

3) TUMORE DEL RENE E DELLE ALTE VIE ESCRETRICI

Anche in questo caso l’iter diagnostico prevede la scelta fra molteplici accertamenti, in funzione della sede che si sospetta essere interessata dal processo neoplastico:

  • Ecografia dell’addome
  • Urografia perfusionale con stratigrafia delle logge renali
  • Cateterismo ureterale retrogrado per valutazione morfologica con mezzo di contrasto iodato delle vie urinarie
  • Cateterismo ureterale retrogrado per raccolta separata di campioni urinari ed esame citologico

– Uretero-reno-pieloscopia ascendente ed eventuale biopsia endoscopica

  • Arteriografia selettiva con sottrazione di immagine
  • Biopsia percutanea ecoguidata – citoaspirato per esame cito-istopatologico

In caso di sospetto di malattia estesa:

  • TAC – Tomografia Assiale Computerizzata dell’addome
  • RMN – Risonanza Magnetica Nucleare dell’addome
  • Scintigrafia Ossea Total Body (se ALP – Fosfatasi Alcalina – alterata)

4) TUMORE DEL TESTICOLO

L’accertamento diagnostico e lo studio della malattia prevede l’esecuzione di:

– Esame fisico obbiettivo

  • Ecografia scrotale
  • RMN – Risonanza Magnetica Nucleare scrotale
  • Markers oncologici sierici del cancro del testicolo (Alfa feto proteina, Beta HCG, LDH)
  • Esplorazione inguino-scrotale per esame istologico al congelatore di prelievo bioptico testicolare (eventuale orchifunicolectomia consensuale)

Studio dell’estensione retroperitoneale, mediastinica e viscerale della malattia mediante:

  • Esame fisico dei linfonodi sovraclaveari

– RX del torace

  • Ecografia dell’addome
  • TAC – Tomografia Assiale Computerizzata dell’addome ed ev. del torace
  • RMN – Risonanza Magnetica Nucleare dell’addome
  • PET – Positron Emission Tomography dell’addome

In caso di sospetto di malattia estesa ad organi o apparati specifici:

  • TAC del cranio
  • Scintigrafia Ossea Total Body

5) TUMORE DEL PENE

Il percorso diagnostico in presenza di lesioni del pene sospette per malignità prevede:

  • Esame fisico obbiettivo del pene e della regione inguinale
  • Ecografia peniena basale e dinamica (dopo iniezione endocavernosa di farmaci vasoattivi)
  • RMN – Risonanza Magnetica Nucleare basale e dinamica del pene.
  • Cavernosografia peniena
  • Esame cito-istopatologico bioptico di materiale biologico prelevato dalla lesione con esame al congelatore (eventale escissione della lesione consensuale).

In caso di sospetto coinvolgimento linfonodale inguinale:

  • Esame cito-istopatologico dei linfonodi evidenziati

In caso di sospetto o certo coinvolgimento linfonodale loco-regionale o retroperitoneale:

– TAC – Tomografia Assiale Computerizzata addomino-pelvica

  • RMN – Risonanza Magnetica Nucleare addomino-pelvica
  • RX del torace

Come evidenziato, per ciascuna delle patologie neoplastiche esaminate esiste un ampio ventaglio di opzioni diagnostico-strumentali. La scelta e la sequenza dei diversi accertamenti proponibili riflettono le caratteristiche biologiche evolutive peculiari della malattia in studio e vengono articolate secondo uno schema (algoritmo diagnostico) dal quale dipende non solo la diagnosi ma anche la successiva indicazione terapeutica.

Riferimenti esterni

Domande frequenti

Perché la diagnosi precoce viene prima della terapia?
Perché intervenire nella fase precoce dell'evoluzione di un processo neoplastico comporta quasi sempre la possibilità di adottare soluzioni terapeutiche di maggiore efficacia e minore invasività. Per questo l'area di oncologia urologica è organizzata in due settori, con priorità alla diagnostica precoce.
Quali tumori urologici vengono intercettati con i controlli?
Prostata, vescica, rene, testicolo e pene: ciascuno ha segnali e strumenti diagnostici propri, dal PSA e l'esplorazione rettale alla citologia urinaria, dall'ecografia addominale all'autopalpazione scrotale.
Qual è il segnale che non va mai ignorato?
Il sangue nelle urine senza dolore: è il sintomo chiave del carcinoma della vescica e va sempre accertato, anche quando si presenta una sola volta e poi scompare.