Prostatite

Prostatite

Che cos'è?

E’ un’affezione infiammatoria della ghiandola prostatica, può essere di origine batterica o abatterica; può presentarsi in forma acuta o cronica.

E’ una patologia molto frequente, il 50{e9b30f6b9045b581a1a5d9dfff978ba41d528843e87d33d1ec94116ad5265539} degli uomini presenta almeno un episodio di prostatite nel corso della vita. Nei giovani è più frequente la prostatite acuta, negli anziani quella cronica, associata a IPB.

Qual' è la causa?

La prostatite acuta batterica è la conseguenza di un passaggio di batteri dall’uretra, attraverso i dotti prostatici. I germi più frequentemente responsabili sono Escherichia Coli, Pseudomonas saprofitico ed Enterobatteri.

La prostatite cronica ha un’eziologia ancora non chiara, spesso ha un’origine psicosomatica ed è frequentemente associata a modificazioni morfologiche o funzionali del collo vescicale.

Come si manifesta?

La prostatite acuta si manifesta con febbre, spesso associata a brividi, disturbi della minzione (difficoltà o impossibilità a mingere, bruciori ad urinare, aumentata frequenza minzionale), dolore sovrapubico, senso generale di malessere.

La prostatite cronica si presenta con un dolore persistente, a livello pelvico/perineale, disturbi della minzione, sensazione di bruciore nell’uretra, ricorrenti episodi di infezione delle vie urinarie e disturbi dell’eiaculazione (eiaculazione dolorosa o emospermia -presenza di sangue nello sperma). La sintomatologia è aspecifica e più sfumata.

Quali esami eseguire?

  • Esame urine: leucocituria (presenza di globuli bianchi nelle urine).
  • Urinocoltura: possibile isolamento del germe patogeno responsabile.
  • Spermiogramma e spermocoltura: analisi della densità, motilità, morfologia degli spermatozoi, e della presenza di leucociti
  • Uroflussometria e valutazione ecografia del residuo vescicale post-minzionale.
  • Ecografia prostatica transrettale: per escludere la presenza di un ascesso prostatico in caso di prostatite acuta, valutazione di concrezioni prostatiche o alterazioni delle vescicole seminali.
  • Tampone uretrale.

Qual' è la terapia?

Innanzitutto vanno rispettate accurate norme igienico-dietetiche: maggior attività fisica, ma anche sessuale, purchè il rapporto sia concluso con eiaculazione. Diminuzione dell’assunzione di alcolici, di spezie, in particolar modo cibi piccanti, di insaccati, cacciagione e frutti di mare.

Le prostatiti batteriche devono essere curate con antibiotici per un lungo periodo di tempo ( 2- 4 settimane). In caso di ritenzione acuta d’urina è necessario posizionare un catetere sovrapubico.

Le prostatiti abatteriche necessitano di terapia antinfiammatoria, associata a antibiotici e alfa-litici. In alcuni casi può essere necessario somministrare miorilassanti o benzodiazepine.

Riferimenti esterni

Domande frequenti

Che cos'è la prostatite?
È un'infiammazione della prostata che può presentarsi in forma acuta batterica, cronica batterica o come sindrome dolorosa pelvica cronica senza germi dimostrabili. Le tre forme hanno sintomi in parte sovrapponibili ma terapie diverse, e distinguerle è il primo passo del percorso diagnostico.
La prostatite aumenta il rischio di tumore della prostata?
No: sono condizioni diverse. L'infiammazione può però far salire il PSA anche in modo marcato, e questo rende poco interpretabile un dosaggio eseguito in fase acuta. Il PSA va ripetuto a distanza dall'episodio, come spiegato nella pagina sulla diagnosi precoce del tumore della prostata.
Perché la prostatite tende a ripresentarsi?
Perché la ghiandola è poco penetrata dagli antibiotici e perché cicli troppo brevi lasciano sopravvivere i germi nei dotti. Nelle forme batteriche croniche la terapia richiede settimane e va scelta sull'esito dell'esame colturale, non in modo empirico.